Come evitare la dismissione dell’antico Municipio di Spoltore

Da il 16 Marzo, 2019

Ero convinto che il sindaco Di Lorito, la Giunta comunale e l’Assemblea consiliare tenessero molto a cuore le sorti del centro storico di Spoltore e tenessero, quindi, a conservarne gelosamente gli storici edifici come quello della antica sede del Municipio cittadino, armonicamente inserito nel contesto architettonico del borgo. Il palazzo sarebbe da salvaguardare e destinare ad attività culturali, come sostiene Simone Ciuffi nell’articolo apparso su Spoltore Notizie del 13 marzo scorso. Secondo il cronista del giornale locale infatti “In tanti abbiamo sognato la struttura simbolo di Via Delle Rose, nel cuore del centro storico di Spoltore, come uno spazio attraverso il quale sarebbero potuti essere realizzati ambiziosi progetti di un certo livello culturale per la valorizzazione territoriale”. Sembrava che fosse anche questo l’orientamento dell’amministrazione, tanto che il sindaco e l’amministrazione comunale sono riusciti a far inserire il centro storico di Spoltore nel sito dei “Borghi Autentici d’Italia”. Il problema della tutela del Borgo era così a cuore al nostro sindaco, che lo indusse ad esprimersi più volte contro la fusione con Pescara e Montesilvano, nel timore che la città di Spoltore e la sua storia venissero fagocitate dal tritacarne della Grande Pescara. Ancora oggi ricordo le sue accalorate parole pronunciate nel 2013 quando disse: «Mi preme ricordare, infine, che con la fusione rischiamo di perdere, più degli altri comuni, la nostra identità, dal momento che la città di Spoltore ha una storia secolare. Conservare e valorizzare le nostre radici è la migliore sfida per competere a livello europeo, nazionale e regionale». Invece sembrerebbe, come sostiene Simone Ciuffi, che l’amministrazione ora avesse un interesse diverso, diciamo così affievolito, circa la salvaguardia dell’antica Speltum. Infatti l’ex palazzo sede del Comune di Spoltore rischia di finire in mani private, solitamente interessate solo al profitto, come rivela Spoltore Notizie, ad un prezzo di poco più di 57.000 €, un vero affare per i compratori.. Siccome credo che, come me, la maggior parte dei cittadini spoltoresi, voglia evitare un’eventualità del genere (la svendita di un ‘pezzo unico’ per fare cassa), una possibilità potrebbe essere quella di far appello alla generosità degli imprenditori locali. E perché no, anche quella di lanciare una pubblica sottoscrizione per l’acquisto dell’immobile per destinarlo poi a scopi culturali come musei, sala di conferenze, mostre ed altro. Considerando che i cittadini Spoltoresi sono circa ventimila una somma di 3 € pro capite sarebbe sufficiente a far restare al patrimonio architettonico di Spoltore il fabbricato. Del resto, come ho letto sul giornale di Spoltore e come non è difficile intuire anche senza avere competenze di ragioneria pubblica, quella esigua somma di denaro difficilmente potrebbe spostare le utilità del Bilancio dell’Ente. Dunque, il ragionamento è presto detto: teniamocelo.

Lettera firmata

Nota di redazione

Come proposto da alcuni lettori nei prossimi giorni avvieremo una petizione cittadina o magari chiedere un referendum cittadino, certamente avviare altre iniziative, con lo scopo di far retrocedere la politica spoltorese dal prendere una simile decisione dagli effetti irreversibili.

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2 Comments

  1. Mac

    16 Marzo 2019 at 8:41

    Mi permetto di rispondere al gentile lettore che, con generoso entusiasmo, propone una “colletta” fra gli spoltoresi.
    Ma scusate…dovremmo acquistare una cosa che è già di nostra proprietà?
    Mi sa che una bella “collettona” si dovrà fare per pagare i Di Gregorio!
    A parte gli scherzi, la verità è che quel rudere non interessa a nessuno…non vedo levate di scudi da parte dell’opposizione per evitare quest’alienazione.
    Buona giornata amici

  2. Giulio

    16 Marzo 2019 at 13:57

    Giusta osservazione. L’opposizione ..

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