Spoltore adotterà il PEBA. Intanto a Cappelle scoppia la polemica

Da il 2 Febbraio, 2020

Oltre che un argomento di materia urbanistica, l’abbattimento delle barriere architettoniche sembra continuare ad essere un ‘concetto’ sul quale bisogna lavorare molto. Per quanto riguarda il Comune di Spoltore ci si è finalmente riusciti a munire di un P.E.B.A. (Piano di Eliminazione Barriere Architettoniche), uno strumento che a quanto pare, salvo smentite, manca alla nostra comunità da decenni. Infatti già dalla legge 41 del 1986 gli edifici pubblici devono dotarsi di detto piano necessario per rendere gradualmente accessibili gli spazi della collettività anche alle persone diversamente abili. Oltretutto, la normativa vigente prevede che gli interventi necessari all’interno di strutture devono essere integrati con i Piani di Accessibilità Urbana (P.A.U.) cioè, spazi urbani finalizzati alla realizzazione di percorsi pedonali sicuri per tutti e in particolare per i diversamente abili. Intercettare fondi nazionali ed europei a disposizione: probabilmente questo tra i motivi che oggi impegnano il nostro Ente con un investimento di circa €15.000. Di fatto il Comune ha incaricato un tecnico esterno, l’Arch. Luigi Antonio Miccoli per la redazione del piano in oggetto. Di conseguenza al progetto bisognerà rispondere con i fatti e in fretta. Va considerato che le condizioni in cui vertono i nostri edifici pubblici, in merito a questo argomento, risultano importanti. Anche il Palazzo del Municipio in Via Di Marzio presenta delle criticità per chi costretto su una sedia a rotelle deve raggiungere alcuni uffici nei piani seminterrati. Quando si tratta di servizi per i diritti all’autonomia dei cittadini non bisogna mai abbassare il livello di impegno e interesse. Un episodio particolare che ci porta a riflettere è successo nella vicina Cappelle Sul Tavo dove l’associazione Carrozzine Determinate Abruzzo presieduta da Claudio Ferrante ha chiesto le dimissioni o le scuse pubbliche dell’assessore Cristina Di Stefano. Il motivo riguarderebbe il mancato rispetto di un impegno preso per l’abbattimento di una barriera architettonica presso la scuola elementare Gianni Rodari. “Un gradino alto 5 centimetri ed uno di 15”, lavori risolvibili secondo Ferrante “con poche decine di euro”. Immediata la replica della diretta interessata che ha risposto avanzando problematiche diverse, anche di natura burocratica. Inoltre il costo dell’intervento non sarebbe affatto quello indicato dal presidente dell’associazione Carrozzine Determinate ma richiederebbe un progetto per l’installazione di un elevatore. Tuttavia la Di Stefano ha promesso che l’amministrazione cappellese farà di tutto per risolvere la questione.

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