Trulli e Matricciani sull’ex Municipio: a decidere sarà il Consiglio

Da il 21 Marzo, 2019

Arriva una ‘nota politica’ sull’attuale vicenda di interesse pubblico che riguarda il futuro dello storico Palazzo Comunale di Spoltore, sito in Via Delle Rose in prossimità della centrale Piazza D’Albenzio. Ad esprimersi congiuntamente sono Chiara Trulli, assessore con delega al Patrimonio e Lucio Matricciani, Presidente del Consiglio. L’argomento tratta il recente inserimento nel piano delle alienazioni di quella struttura storica e identitaria per la nostra comunità, un bene pubblico che per molti ha un valore inestimabile, che oggettivamente andrebbe rivalutata per offrire allo sviluppo culturale e turistico del territorio un luogo dove esprimersi. Pubblichiamo integralmente quanto comunicato dai suddetti amministratori:

“Gentile redazione, con la presente vogliamo fare chiarezza sulla situazione dell’ex Municipio di Spoltore in via delle Rose. E’ importante precisare che, secondo quanto prevede l’art. 58 del Dl. 112/2008, per procedere al riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare ciascun Comune deve individuare i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione oppure di dismissione. Viene così redatto il Piano delle Alienazioni immobiliari: l’inclusione dell’ex Municipio è un atto dovuto, che non rappresenta una volontà politica da parte dell’amministrazione in un senso o nell’altro. Il piano viene redatto dagli uffici per agevolare l’attività conoscitiva degli amministratori, e decidere sul futuro dell’immobile stesso. L’immobile in questione è poi incluso nel piano già da diversi anni. E’ fuori luogo e prematuro, dunque, parlare di una vendita, addirittura lasciando intendere che potrebbe già avere un acquirente, perché questa non è prevista in alcun atto ufficiale. Allo stesso modo, parlare dei 57 mila euro indicati nel documento (il valore catastale) come di un prezzo di vendita non ha alcun fondamento: siete peraltro già a conoscenza del fatto che è stata chiesta una stima sul valore dell’immobile all’Agenzia delle Entrate, e che la stessa deve ancora comunicarci la risposta. Qualsiasi decisione in merito ad una eventuale alienazione o valorizzazione sarà presa dal consiglio comunale, depositario della sovranità popolare, nell’ambito di un recupero e una valorizzazione complessiva del centro storico con l’obiettivo di creare opportunità concrete di sviluppo per il nostro capoluogo.”.

Nota di redazione.

In merito alla vicenda, è opportuno precisare quanto segue. Il Decreto Legge 112/2008, un provvedimento nell’ambito della finanziaria 2009, è intitolato “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, e, sia nelle premesse che all’art. 1, chiarisce che lo scopo delle norme in esso contenute è volto a ridurre l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche “al fine di garantire il rispetto degli impegni in sede internazionale ed europea indispensabili, (…), per il conseguimento dei connessi obiettivi di stabilità e crescita assunti”. Il decreto persegue la riduzione del debito delle pubbliche amministrazioni anche attraverso lo strumento delle privatizzazioni, e quindi delle alienazioni di beni pubblici. Pertanto, a tale scopo è formulato l’art. 58 della legge a riguardo la quale consente agli enti pubblici di individuare quei beni che, in base ad una valutazione discrezionale degli stessi, non sono considerati beni “strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione”, e che quindi possono essere venduti. Tra l’altro la norma prevede anche la possibilità di esperire un ricorso amministrativo contro l’inserimento dei beni nell’elenco delle alienazioni. E’ evidente che, data la finalità della normativa, l’iscrizione dell’immobile nell’elenco lo rende di fatto soggetto a privatizzazione.

 

Quanto, infine, alla questione del prezzo/valore dell’immobile ci preme ricordare che, poco piu’ di un anno, nel 2017, fa sono stati eseguiti lavori urgenti di manutenzione del tetto (“ripasso “ripasso della copertura dello stabile di proprietà comunale sito a Spoltore in Via delle Rose”) per la somma di 36.420,53 euro. Percio’ ci auguriamo l’Agenzia delle Entrate ne terrà conto in sede di valutazione, come pure il Consiglio comunale quando sarà chiamato ad esprimersi sul destino/sacrificio di un ‘pezzo della storia’ di Spoltore. Perchè, detto fuori dai denti, dalla replica non si è capito se l’idea maggioritaria è quella di volersene disfare oppure no.

Sn.it 

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