Alessandro ucciso a bruciapelo dall’assassino con un colpo alla testa

Da il 12 Mar, 2018

Sarebbero due, e non uno come si era detto in un primo momento, i colpi di pistola che, esplosi a distanza ravvicinata, hanno tolto la vita Alessandro Neri, il 28enne di Villa Raspa di Spoltore trovato morto giovedì scorso in un canale nella zona di Fosso Vallelunga, periferia sud di Pescara. Uno, mortale, alla testa e l’altro all’emitorace: dunque, una vera e propria esecuzione che al momento non conosce una spiegazione. Il primo proiettile è stato recuperato in sede autoptica dall’anatomo patologo Christian D’Ovidio, chiarendo che l’arma usata è di piccolo calibro. A rivelare alla stampa queste informazioni preziosissime, che spazzano alcuni dei dubbi su questa incredibile vicenda, il comandante provinciale dei carabinieri di Pescara, colonnello Marco Riscaldati. Il responsabile del corpo militare, che indaga su questa vicenda inquietante, ha precisato che al momento non ci sono persone iscritte sul registro degli indagati e che il fascicolo aperto dalla magistratura pescarese è ancora contro ignoti. Insomma, un vero mistero che però si contorna di particolari che lasciano pensare ad un piano criminale molto ben organizzato. La Fiat Cinquecento rossa di Ale, per esempio, è stata ritrovata perfettamente pulita. Lavata con cura e con estrema probabilità dall’assassino o dagli assassini per cancellare eventuali tracce. Al suo interno sono stati ritrovati gli occhiali da sole, da cui non si separava mai. L’attività investigativa va avanti senza sosta anche con il prezioso supporto dei tecnici del RIS di Roma che questa mattina hanno prelevato dei campioni di terreno da un’autovettura rubata a Villa Raspa e ritrovata non lontano dall’abitazione di via Londra, dove vive la famiglia di Ale. Al momento non sappiamo se questo furto possa essere legato al delitto certo è che gli investigatori non stanno tralasciando nessuna pista di questa brutta, anzi bruttissima storia avvolta ancora nel mistero.

Costantino Spina

 

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