Secretata l’autopsia sul cadavere di Ale Neri. Investigatori a caccia del killer

Da il 10 marzo, 2018

Gli inquirenti stanno riscostruendo un pezzo alla volta l’intricato puzzle dell’omicidio di Alessandro Neri. Dalle ultime indiscrezioni emerse Ale sarebbe stato ucciso proprio sul greto di fosso Vallelunga. Mentre partiva il colpo dalla pistola semiautomatica il ventinovenne, che abitava in via LondraVilla Raspa con la famiglia, ha guardato dritto in volto il suo assassino. Poi è stato seduto con i piedi nei trenta centimetri di acqua, il busto leggermente prono verso la sterpaglia e il cappuccio in testa. Proprio come è stato ritrovato dai cani molecolari, appartenenti per un tragico scherzo del destino ad un’associazione spoltorese, Abruzzo K9 di Santa Teresa, giovedì 8 marzo. Tuttavia al giovane imprenditore di Spoltore, che lavorava presso l’azienda vitivinicola di proprietà di famiglia, Il Feuduccio appartenente alla famiglia Lamaletto, mancano il portafoglio con documenti, bancomat e carta di credito e la massiccia collana d’oro che, secondo la testimonianza della madre, il giovane portava al collo nel momento della scomparsa. Intanto gli investigatori continuano le indagini che vengono svolte a tutto campo, senza escludere nessuna pista, compresa quella internazionale che seguirebbe le origini venezuelane del giovane. Ieri i carabinieri del Nucleo investigativo e la Scientifica sono tornati sul luogo del ritrovamento in cui hanno trovato tracce di scarpe e pneumatici, mentre i Ris di Roma stanno controllando in queste ore la Cinquecento rossa con cui Alessandro si era allontanato da casa e che era stata rinvenuta parcheggiata in via Mazzini, di fronte alla pizzeria Maruzzella. Al setaccio anche le telecamere che hanno confermato che l’auto è stata sistemata lì  mercoledì, quarantotto ore dopo la scomparsa. E’ stato coinvolto anche il Nucleo subacqueo per la ricerca del proiettile che è entrato ed uscito dal torace del povero Alessandro. Continuano anche gli interrogatori degli amici e l’analisi dei tabulati del cellullare che aveva ancora addosso. Nella giornata di ieri inoltre i carabinieri hanno ascoltato nuovamente i familiari ed hanno prelevato due Pc appartenenti al ragazzo. Oggi, durante la partita del campionato di Serie B, Pescara–Parma, la Curva Nord che Alessandro frequentava abitualmente, ha esposto uno striscione con la scritta “Nerino nel cuore, la Nord ti rende onore”. La lunga ricognizione cadaverica (8 ore), eseguita ieri dall’anatomo patologo Christian D’Ovidio, che è stata secretata per ragioni investigative, ha chiarito altri importanti dettagli, come l‘orario della morte e la distanza dalla quale è stato esploso il colpo letale. Quello che si sta delineando, tuttavia, si presenta come un caso che dovrà essere risolto attraverso le migliori intuizioni dei professionisti e tecnici della sicurezza che, al momento, sono a caccia dell’assassino a piede libero di un giovane innocente.

Costantino Spina

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