Lettera al Direttore sul “Tempio Crematorio” nel cimitero di Caprara

Da il 14 Maggio, 2019

Riceviamo e pubblichiamo una “Lettera al Direttore” da un nostro affezionato lettore sempre pronto a commentare gli argomenti di maggiore interesse (come appunto l’argomento project financing dei cimiteri spoltoresi) e, quindi, offrire al pubblico dibattito importanti spunti di riflessione.

Caro Direttore,

l’articolo apparso su Spoltore Notizie il 7 maggio 2019 “Un tempio crematorio nel cimitero di Caprara” per me, che sono nell’ultima fase della vita, è come ricevere un secchio d’acqua gelata in faccia perché mi costringe a riflettere (e non vorrei farlo sig.) su come affrontare la fine della mia vita e il post mortem conseguente. Però se anche l’istinto di conservazioni suggerisce di fare come lo struzzo che, per evitare di affrontare il problema, nasconde la testa nella sabbia, il principio di realtà suggerisce al contrario che la cremazione delle spoglie umane, è una soluzione da condividere per non lasciare egoisticamente ai superstiti l’onere di dover gestire e custodire il cadavere del caro estinto. Perciò il tempio crematorio di Caprara a prima vista potrebbe sembrare una valida alternativa all’inumazione della salma, tanto più che attualmente impianti del genere in Abruzzo non esistono: infatti per la cremazione bisogna rivolgersi alle strutture di San Benedetto o di Ascoli Piceno, ambedue gestite non da privati, come nel progetto spoltorese, ma dai rispettivi enti territoriali. Siccome però, anche nella vicina Città Sant’Angelo esiste un analogo progetto già in fase avanzata, non mi è chiaro il motivo per cui la giunta comunale di Spoltore ritenga opportuno mettere in concorrenza il proprio forno crematorio con quello del comune vicino che anzi dovrebbe essere ringraziato per essersi fatto carico del mortifero problema, tanto più che nel progetto del tempio crematorio angolano si prevede un investimento ben più consistente di quello spoltorese (circa 5 milioni di Euro contro i meno di 3 milioni del forno crematorio di Caprara). Non c’è dubbio che il servizio di cremazione delle salme, contro cui la chiesa cattolica oggi è più tollerante che nel passato,  è sempre più richiesto dagli abruzzesi, come gli imprenditori del settore confermano. Ciò nonostante la manifestazione d’interesse per l’offerta della società Altair s.r.l. di Bologna da parte della giunta spoltorese  potrebbe sembrare un tantino precipitosa oltre che per i motivi enunciati, anche perché il forno crematorio dovrebbe sorgere nei pressi del borgo di Caprara. Credo che a nessuno, e tanto meno ai capraroli, faccia piacere vedere uscire dal camino dell’inceneritore i fumi di un cadavere che sta bruciando. L’amministrazione di Spoltore forse dovrebbe maggiormente meditare sulle ripercussioni psicologiche della costruzione di un forno crematorio, per quanto legittima ma non opportuna, troppo vicino ad un allegro e vivace centro abitato come quello di Caprara che, comunque la si pensi, rappresenta un lugubre simbolo che ricorda la presenza incombente della morte. Non solo ma quando le colonne di fumo si leveranno alte nel cielo, come non pensare alla parole della vecchia canzone di Guccini “Auschwitz”, quando dice “Son morto con altri cento, son morto che ero bambino, passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento?”. Sarà un’impressione pessimistica la mia, ma ritengo che i capraroli farebbero a meno volentieri di un forno crematorio vicino casa e che eufemesticamente viene ribattezzato col termine pomposo di Tempio. La saluto.

Lettera firmata

Nota del direttore

Gentile Lettore, anzitutto voglio ringraziarLa pubblicamente e a nome di tutta la comunità spoltorese che legge il nostro modesto quotidiano per il contributo prezioso delle sue parole. Di sicuro sarebbe necessario un approfondimento dell’argomento trattato. Magari vedere la documentazione prodotta e, probabilmente, anche sottoporla a personalità intelligenti e competenti per avere una valutazione complessiva dell’idea imprenditoriale prodotta al nostro Comune di Spoltore. Lei, addirittura, ci ha anticipato visto che ci eravamo ripromessi di tornare sull’ argomento del quale avevamo dato per primi notizia. Ma come annunciato a mezzo social promettiamo integrarlo, entro breve, con informazioni più robuste contenenti anche il pensiero dalla comunità caprarola che potrebbe, in un futuro prossimo, forse anche grazie alle norme contenute nello “Sblocca Cantieri”, ritrovarsi ospite di una infrastruttura funeraria certamente impattante ad un passo dal centro abitato. Un caro saluto a Lei.

Marco Manzo

About marco

2 Comments

  1. Damiano Costantini

    15 Maggio 2019 at 15:10

    Se è veritiera la notizia di un progetto avanzato per una casa funeraria in quel di città sant’angelo effettivamente che senso ha edificarne un’altra in quel di caprara vista la vicinanza dei due comuni. Credo anche che debba essere interessata la comunità di Caprara prioritariamente.

  2. Bruno Ortense

    17 Maggio 2019 at 10:50

    Personalmente credo che tale progetto , presentato anche in altri comuni italiani, sia stato redatto nei minimi dettagli e nel rispetto della normativa. I fumi o addirittura ceneri disperse nell’ambiente credo siano retaggio di un passato che.non tornerà più. Io propongo di guardare anche alla modesta ricaduta occupazionale chiedendo che i pochi addetti siano del luogo e non calati dalla luna. Inoltre il flusso di parenti che si avrebbe a Caprara credo che possa apportare un contributo alle attività commerciali, seppur modesto. Dati i tempi dobbiamo evitare di perdere questa opportunità. Buona giornata a tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.