La Nuova Pescara slitta al 2024. Sospiri: “Perso troppo tempo”

Da il 1 Dicembre, 2019

“Ci sono notevoli rallentamenti nella tabella di marcia”. Così il presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri (Forza Italia) ha dichiarato all’ANSA le difficoltà di portare a termine nei tempi stabiliti la fusione nella Nuova Pescara e, quindi, rispettare la volontà popolare espressa col referendum 2014. Sospiri a proposito del nuovo soggetto amministrativo che riunirà Pescara con Montesilvano e Spoltore attacca il governa regionale di centrosinistra: “scontiamo 5 anni di ritardi e questo non va bene: D’Alfonso per 4 anni è stato contrario poi nell’ultimo anno ha fatto la legge: c’era da rispettare l’esito del referendum o bocciarlo. Il tutto con il contradditorio step di due date: 2022 e 2024. Il primo prevedeva come primo atto la decadenza degli enti o lo slittamento al 2024 se i consigli lo avessero chiesto. Per questi ritardi, il processo va messo a regime entro il 2021, ma io sono convinto che si partirà dal 2024”. Sospiri ha, poi, parlato delle molteplici criticità: a partire dalla toponomastica per passare all’unificazione dei servizi ed alla delocalizzazione degli uffici. “Questa nuova città deve ripartire da una considerazione: va ridisegnata. Quello che conta – riporta il sito dell’Ansa – è che fin qui, colpevolmente, non c’è stato nella pubblica opinione un vero e reale confronto sulla Grande-Nuova Pescara. La mia vita si semplificherà o si complicherà? I dubbi non sono banali, pensate alla toponomastica: per esempio non si può dire ‘abito a via Italia a Pescara’ se nella nuova città confluiranno ben tre distinte via Italia: come si fa allora? Ecco perché parlo di una nuova fondazione. Penso che la nuova città possa anche prevedere assessorati sparsi sul territorio, non necessariamente tutti nel centro di Pescara. Spoltore per esempio ha, con il suo centro storico e le iniziative culturali che fa, le carte in regola per poter dire: mettiamo l’assessorato alla Cultura o all’Ambiente faccio per dire, nel centro storico di Spoltore o dove possa essere disponibile”. Infine il tema risorse economiche per le quali il politico pescarese ha chiarito che  le risorse ci sono “ma bisogna controllare i bilanci dei tre comuni, armonizzare le finanze locali, i contratti in essere, le liti economiche, le cose che funzionano meglio in un comune piuttosto che in un altro. Faccio un esempio: le politiche sociali vanno meglio a Montesilvano, e quindi si potrebbe pensare di fare Montesilvano capofila dei 3 comuni. E’ una idea. La differenziata a Spoltore, Adriatica Tributi di Pescara ecc. Mettere insieme i servizi partendo dalle eccellenze”. Insomma, la via della fusione sembra ancora molto poco fluida.

Sn.it

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