Nuova Pescara: una pioggia di soldi in arrivo o una boutade elettorale?

Da il 21 Maggio, 2019

Sarà che siamo in piena campagna elettorale nel capoluogo adriatico (Pescara) e pure nella quinta citta’ d’Abruzzo per numero di abitanti (Montesilvano). Sara’ che il tema della “Grande o Nuova Pescara” sta particolarmente a cuore alla maggioranza dei candidati politici e partiti che hanno votato, ad agosto 2018, la legge regionale per “l’Istituzione del Comune di Nuova Pescara”, attraverso la fusione del Comune di Pescara con quello di Montesilvano e Spoltore, a partire dal gennaio 2022. Sara’ pure che gli emendamenti presentati al ‘Decreto Crescita’ arrivano da un deputato montesilvanese, appunto il pentastellato Andrea Colletti, che ha chiesto di attingere fondi da una dotazione che ammonta già a 48 milioni di euro. Fatto sta che, se tutto questo dovesse essere approvato dal Parlamento, arriverebbe dalle nostre parti una pioggia di denaro enorme. “Se dovesse essere approvato il primo di questi emendamenti, la nuova amministrazione comunale riceverebbe dei benefici finanziari non più limitati a massimo 2 milioni di euro annui, ma potrebbe raggiungere il massimo bonus possibile, ovvero oltre 8 milioni di euro annui per 10 anni” spiega il l’onorevole  Colletti. Parliamo di 11 milioni di euro l’anno per dieci anni, una cifra monstre che renderebbe davvero appetibile l’idea del nuovo costituendo comune oggetto di forti critiche da chi, nel 2014, ha votato contro al referendum consultivo (vinto dal “Sì” in tutti e tre i comuni).

Molto soddisfatti i pentastellati Erika Alessandrini, candidato sindaco per Pescara alle elezione di domenica 26 maggio, ha dichiarato che “Il MoVimento 5 stelle è l’unica forza in grado di garantire la realizzazione della Grande Pescara”. Molto contento anche il suo avversario Carlo Costantini che ha diffuso la seguente nota: “Da ideatori della Nuova Pescara e da promotori del referendum, noi che siamo la Grande Pescara non possiamo che esprimere soddisfazione per l’iniziativa di un deputato abruzzese della maggioranza di Governo che ha presentato due emendamenti al decreto Crescita finalizzati ad eliminare i limiti dei contributi straordinari previsti dalla normativa nazionale in caso di fusione dei comuni”.

Nessun commento, al momento, da parte della politica spoltorese che si è comunque sempre detta contraria alla fusione o, meglio, a questa fusione definita ‘a freddo’. Che succederà?

Sn.it

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