“La città ha bisogno di un rifugio moderno, no ad un carcere per cani”

Si è tenuta questa mattina, davanti al Comune di Pescara, la conferenza stampa per portare all’attenzione della cittadinanza e delle istituzioni le numerose criticità riscontrate nel progetto del nuovo canile comunale che dovrebbe sorgere in località Colle Cese, nel territorio di Spoltore.

Le associazioni desiderano chiarire innanzitutto un punto fondamentale: LNDC Pescara in primis, insieme a tutte le altre realtà animaliste del
territorio, auspicano da anni che la città possa finalmente dotarsi di una nuova struttura capace di superare le evidenti carenze strutturali del
vecchio canile di Via Raiale e di garantire standard moderni di accoglienza, recupero e benessere animale.

“Non siamo contrari al nuovo canile, anzi”, dichiarano le associazioni. “Da sempre sosteniamo la necessità di una nuova struttura. Quello che contestiamo è il progetto approvato dall’amministrazione comunale, che a nostro avviso non rappresenta un rifugio moderno ma una struttura concepita principalmente per la detenzione degli animali”.

Secondo l’associazione, il progetto presenta un’impostazione profondamente sbagliata sotto il profilo etologico e gestionale. Su una superficie di
poco superiore a quella del vecchio canile di Via Raiale è infatti previsto un numero di box quasi doppio rispetto al passato, senza che siano state
realizzate aree di sgambamento adeguate a consentire ai cani di trascorrere parte della giornata all’esterno dei propri recinti.

“Se il progetto dovesse essere realizzato così com’è stato approvato, decine di cani sarebbero costretti a vivere praticamente sempre all’interno
dei box”, proseguono le associazioni. “Un canile moderno deve essere progettato per favorire il movimento, la socializzazione, il recupero
comportamentale e l’adozione degli animali. Qui invece si rischia di istituzionalizzare una condizione di reclusione permanente che può generare gravi conseguenze fisiche e psicologiche”.

Le associazioni evidenziano inoltre come il progetto non preveda spazi adeguati per la riabilitazione comportamentale dei cani più problematici e presenti importanti carenze anche sotto il profilo sanitario, con l’assenza di aree specifiche fondamentali per la gestione delle emergenze veterinarie e delle malattie infettive.

Particolarmente preoccupante è poi la scelta di collocare il gattile al centro della struttura.

“Il progetto prevede che i gatti siano ospitati in un’area completamente circondata dai reparti destinati ai cani”, sottolineano i volontari. “Ciò
significa che i felini si troverebbero esposti ventiquattro ore su ventiquattro alla presenza e alle vocalizzazioni di decine e decine di
cani. Una scelta che ignora completamente le esigenze etologiche della specie felina e che rischia di compromettere seriamente il benessere
psicofisico degli animali ospitati”.

L’associazione evidenzia inoltre come nella progettazione non siano state coinvolte in maniera sostanziale le realtà che da anni operano sul
territorio nel settore della tutela animale e della gestione dei canili, nonostante le competenze maturate sul campo e la disponibilità manifestata
a collaborare.

“Un investimento pubblico di questa portata dovrebbe nascere dal confronto con veterinari, educatori cinofili, esperti di comportamento animale e associazioni che quotidianamente si occupano di questi temi. Con oltre un milione di euro messo a bilancio, si sarebbe potuto fare qualcosa di veramente moderno e meritevole di plauso, soprattutto in un terreno più grande che garantisse spazi più adeguati”, concludono le
associazioni. “Temiamo invece che si stia realizzando una struttura destinata a creare problemi fin dal primo giorno di attività, con pesanti ripercussioni sul benessere degli animali e con il rischio di ulteriori costi per la collettività in futuro. Per questo motivo siamo costretti a rivolgerci con un esposto a tutte le autorità competenti affinché venga valutato l’operato del Comune di Pescara in termini di efficienza ed efficacia dei costi”.

Le associazioni auspicano che l’amministrazione comunale apra finalmente un confronto serio e trasparente con tutte le parti interessate, affinché il
nuovo canile possa diventare una struttura realmente moderna, funzionale e rispettosa delle esigenze degli animali, anziché un semplice luogo di detenzione destinato a riproporre gli errori del passato.

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