Vicenda terreni Caprara, la famiglia Antonelli scrive alla comunità

Una lettera aperta alla comunità di Spoltore e Caprara, al sindaco e all’amministrazione comunale, segna la chiusura pubblica di una lunga vicenda di esproprio che ha coinvolto i terreni di famiglia Antonelli, legati da generazioni alla storia di Caprara.

La lettera della famiglia Antonelli

I fratelli Francesco, Maria Virginia e Stefano Antonelli hanno voluto ringraziare pubblicamente “la Comunità di Spoltore e di Caprara, al Sindaco e all’Amministrazione Comunale, ai cittadini e alle realtà locali” per la conclusione del “lungo e complesso procedimento di esproprio relativo ai terreni appartenuti alla nostra famiglia sin dai tempi della nostra Maria Concetta Silj ed Ermenegildo Di Matteo”.

Per la famiglia, quei terreni “non sono mai stati soltanto proprietà: sono stati memoria, lavoro, radici, un frammento vivo della storia di Caprara e delle famiglie che l’hanno abitata e custodita”.

Nel testo viene ricordato con particolare partecipazione lo zio Vincenzo Antonelli, “zio e fratello adorato”, che “per decenni ha sostenuto da solo il peso del mantenimento di quei terreni, affrontando difficoltà e incomprensioni, ma senza mai venir meno al rapporto di rispetto e collaborazione con la comunità”.

Il suo “lavoro silenzioso” viene descritto anche come “una forma di restituzione” verso la famiglia Montebello, in particolare verso Domenico Montebello, definito “amico vero, lavoratore esemplare e riferimento imprescindibile per tutta la comunità”, e verso tutti i discendenti di chi, nel tempo, ha condiviso la cura di quelle terre.

Gli Antonelli tengono a sottolineare che “per noi il prezzo non è mai stato un problema: il nostro unico desiderio è sempre stato quello di contribuire alla comunità, di permettere la realizzazione di un’opera utile e bella, e di onorare proprio il desiderio di Vincenzo, che ha dedicato una vita intera a quelle terre”.

Per questo avanzano una proposta simbolica forte: “Ci piacerebbe che la nuova piazza potesse portare il suo nome, come segno di riconoscenza verso la sua dedizione e verso la storia che rappresenta”.

La famiglia attribuisce un ruolo determinante all’avvocato Edoardo Diligenti, ringraziandolo pubblicamente per “la sua competenza, la sua mediazione costante, la sua capacità di tenere insieme persone, istituzioni e sensibilità diverse, e soprattutto il suo impegno genuino, gratuito e profondamente orientato al bene della comunità”, che “hanno reso possibile ciò che per anni era sembrato irraggiungibile”.

Viene espresso riconoscimento anche al Comune di Spoltore e all’amministrazione, “per aver portato a compimento un percorso lungo e complesso, scegliendo di investire su un’opera che avrà un valore sociale e identitario per tutta la comunità”.

Per gli Antonelli la conclusione dell’esproprio non è “solo un atto amministrativo”, ma “la chiusura – limitatamente a questi spazi – di una storia familiare che si intreccia con quella del territorio, e allo stesso tempo l’apertura di una nuova pagina per Caprara”.

L’auspicio è che “la nuova piazza/parcheggio possa diventare un luogo di incontro, memoria e futuro, dove la comunità possa effettivamente riconoscersi e crescere”.

La lettera si chiude con un tono di “gratitudine e rispetto”, firmato da Francesco, Maria Virginia e Stefano Antonelli.

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