Alina Cozac: domiciliari per il presunto autore di femmicidio

Mirko De Martinis, accusato di essere l’autore dell’omicidio di Alina Cozac, esce dal carcere e va agli arresti domiciliari. Il gip Giovanni De Rensis ha accolto l’istanza avanzata dal legale dell’uomo Massimo Galasso presentata nei giorni scorsi sulla base di nuovi elementi. Ricordiamo che morte della 40enne di origine romena risale alla notte del 22 gennaio dello scorso anno quando nell’abitazione della coppia, a Villa Raspa di Spoltore, la donna venne trovata senza vita dai sanitari del 118 chiamati dal compagno. Inizialmente si era pensato ad un malore, ma a sorpresa dopo otto mesi, lo scorso settembre, per ordine della Procura della Repubblica di Pescara sono scattate le manette e De Martins é finito dietro le sbarre. Ad accusarlo l’esame autoptico, effettuato alcuni giorni dopo il decesso, che aveva rilevato come la 40enne di origine romena fosse morta per ‘asfissia meccanica violenta da strangolamento perpetrato mediante compressione atipica del collo’. Ad alimentare i sospetti sul 47enne, inoltre, le parole delle amiche ed in particolare della sorella di Alina, Octavia la quale dall’estero aveva sempre puntato il dito sul movente passionale “poiché Mirko sapeva che era intenzionata a lasciarlo”. La Procura aveva contestato all’uomo anche di aver cancellato dei messaggi dal telefono della vittima. Ma la difesa di De Martinis ha presentato una nuova consulenza tecnica che fornisce un’altra versione dei fatti e soprattutto solleverebbe dei dubbi su quella che sembrava essere una certezza: la manovra di soffocamento.  Si parla di ‘una serie di criticità circa il metodo adottato dagli esperti della procura e di conseguenza sulle conclusioni a cui sono giunti, relativi alla causa del decesso della povera Alina Cozac’. Oltre a questo il legale di De Martinis avrebbe presentato delle indagini difensive per sconfessare l’assunto di alcuni testi dell’accusa della volontà della donna di lasciare il compagno. Tutti elementi al vaglio degli investigatori. Continueremo a seguire questa bruttissima vicenda che ha profondamente turbato la nostra comunità.

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