Una lettera rivolta al sindaco Luciano Di Lorito è l’emblema di quella crisi atroce (culturale, politica e d’identità) che sta devastando la terra dei “Cinque Borghi” da decenni a questa parte.
La pubblichiamo integralmente (errori compresi) perchè quando si scrive col “cuore nella penna” (o tastiera del pc) e si denunciano profondissime “verità” è ammesso persino sbagliare.
“Signor Sindaco,
chi le scrive è un Vostro concittadino.
Una biblioteca non è e non deve essere un fardello.
Una biblioteca è e deve essere una biblioteca: persone, libri, opinioni personali.
E’ un colpo molto forte alla sensibilità (per chi ne dispensa almeno un briciolo) pensare a tanta cultura e tanta conoscenza, vittime del potere, vittime dell’inattività di chi, come voi, ha rappresentato e rappresenta il comune di Spoltore.
ChiedeteVi, primo cittadino, perchè i ragazzi appena possibile !”scappano da Spoltore” per passare i propri pomeriggi a Pescara (anche d’inverno!!!)
ChiedeteVi, primo cittadino, perchè molti ragazzi trovano svago nell’uso di stupefacenti, perchè parchi come Montinope sono finiti nel degrado, perchè, spostandosi non è difficile imbattersi in una siringa.
Una risposta esiste, a Spoltore, non è presente un luogo di ritrovo che non sia un bar e non si offre la possibilità ai cittadini d’ingannare il tempo con un evento, perchè, a parte d’estate, non se ne organizzano.
Bisogna dare spazio a chi cerca! Spoltore non è una periferia di Pescara.
Con questa lettera chiedo cortesemente di essere informato sulle motivazioni per la quale la biblioteca non è aperta.
Avete una grossa responsabilità nei confronti dei Vostri cittadini, soprattutto bambini e adolescenti.
Affinchè questo paese non diventi subordinato a Pescara avete il dovere morale di tenerVi stretto i bambini, e spero Voi abbiate capito come”.
Cordiali saluti Flavio (16 anni)
