Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta sulla questione Nuova Pescara della consigliera comunale Agnese Ranghelli.
Gentile Direttore,
mi definisco spesso una cittadina prestata alla politica. Le mie radici sono nel mondo associativo e aclista, dove il “noi” viene sempre prima dell’ “io”. È con questo spirito che voglio condividere una riflessione lontana dai rimpasti e dai tatticismi, focalizzata sulla portata storica del compito che ci è stato affidato.
Intervengo nel mio ruolo istituzionale di Vice Presidente del Consiglio Comunale di Spoltore, ma parlo soprattutto come sociologa e insegnante.
Da sociologa, leggo i bisogni reali e le paure del territorio: penso alla frazione di Caprara, che teme l’isolamento. L’identità di Spoltore e delle sue frazioni non si difende restando arroccati nel passato, ma potenziando i servizi e realizzando infrastrutture peculiari. L’identità è un valore da far crescere, non un confine da blindare.
Da insegnante, sento il dovere di consegnare ai nostri ragazzi una città moderna e funzionale, non un cantiere infinito di promesse mancate. La politica dovrebbe essere servizio, non carriera: il condizionale è d’obbligo perché, purtroppo, nei fatti spesso non lo è. Io vivo del mio lavoro e questa è la garanzia della mia libertà: sono stata chiamata a servire le istituzioni, non a occupare uno spazio per convenienza.
Questa indipendenza, che rivendico con forza dai banchi dell’opposizione, mi permette di dire che la fusione non è un conteggio di poltrone, ma un atto di coraggio e visione tenace. Fallire oggi per semplici tatticismi elettorali sarebbe un’occasione persa per le prossime generazioni.
Oltre il “Gattopardismo”: cambiare tutto per non cambiare niente? No, grazie. Procrastinare con rinvii al 2029 sa di stanchezza, non di democrazia. Come possiamo spiegare ai nostri studenti il valore del bene comune se noi stessi ci perdiamo nel “bailamme” del posizionamento personale?
Non abbiamo bisogno di “patate bollenti” da passare a chi verrà dopo di noi. La Nuova Pescara chiede serietà, coerenza e la schiena dritta di chi non ha nulla da chiedere, ma molto da dare. Un politico pensa alle prossime elezioni, uno statista (amministratore) alle prossime generazioni.
Agnese Ranghelli
Vice Presidente del Consiglio Comunale di Spoltore