Il consigliere comunale di Pescara Marco Presutti (Partito Democratico) ha lanciato un duro atto d’accusa contro la Giunta guidata dal sindaco Carlo Masci riguardo al nuovo canile-rifugio previsto a Colle Cese, nel territorio di Spoltore. Secondo Presutti, l’amministrazione sta portando avanti un progetto «sbagliato» da oltre 1,2 milioni di euro, caratterizzato da gravi criticità amministrative, procedurali e di merito.
Il Pd ha annunciato il deposito di un’interrogazione urgente a risposta scritta, con dieci quesiti rivolti al sindaco Masci e al presidente del Consiglio comunale Marcello Antonelli, per chiedere chiarimenti prima della scadenza delle offerte, fissata al 17 settembre.
Uno dei punti più critici sollevati da Presutti riguarda la gestione dei finanziamenti. Il Ministero dell’Interno aveva concesso al Comune di Pescara un contributo a fondo perduto di 481.240 euro per il canile, somma poi andata irrimediabilmente persa perché l’amministrazione ha lasciato scadere i termini senza concludere i lavori. Di conseguenza, l’ente ha dovuto ripianare l’intera cifra con fondi propri di bilancio.
Sul piano procedurale, il consigliere Pd evidenzia che la gara d’appalto è stata indetta il 14 luglio, sedici giorni prima che la Giunta di Spoltore esprimesse il proprio assenso obbligatorio al progetto esecutivo. Si tratterebbe, secondo l’esponente dem, della «terza volta» in cui l’amministrazione parte senza avere «le carte in regola», con precedenti che hanno già portato a ricorsi al TAR e soldi pubblici bruciati.
Presutti contesta anche il metodo di governo, accusando l’esecutivo di aver scavalcato le prerogative dei Consigli comunali su entrambi i fronti dell’operazione. A Pescara, l’Accordo di Programma con Spoltore — che vincola l’ente per anni a 20mila euro l’anno di ristoro, oltre ai costi di gestione e del personale — sarebbe stato approvato con un semplice atto di Giunta, senza passare per l’Aula.
Ancora più grave, secondo il Pd, la situazione a Spoltore: il canile sorge su un terreno classificato come agricolo dalle norme urbanistiche locali, che non prevedono questa destinazione per un canile-rifugio. Una scelta che configurerebbe una variazione dello strumento urbanistico, da ratificare in Consiglio Comunale entro trenta giorni a pena di decadenza, ma che non risulta mai avvenuta.
Sul merito dell’opera, Presutti denuncia una progettazione superata: invece di un moderno «parco-canile» integrato nel verde, si opterebbe per piastre di calcestruzzo armato e moduli prefabbricati, collocati in un’area fortemente critica. Il lotto confina direttamente con l’invaso di rifiuti di Colle Cese, ma agli atti non risulterebbero né la caratterizzazione del suolo prevista per legge né stanziamenti per le indagini ambientali, mentre il rischio da gas Radon sarebbe liquidato con una «semplice dichiarazione di stile».
Inoltre, quasi un terzo dell’area ricadrebbe nella fascia di rispetto autostradale, senza misure di mitigazione acustica. Le associazioni animaliste e di volontariato, escluse dal confronto in fase di progettazione, hanno già presentato a giugno un esposto ad ANAC e Corte dei Conti per denunciare l’inadeguatezza della struttura.
A completare il quadro, secondo Presutti, c’è una gestione della gara d’appalto «incredibile». Alla vigilia di Ferragosto sarebbe stata varata una determina correttiva che richiama il DUP e il Bilancio scaduti del triennio 2025-2027. Nel disciplinare pubblicato il 19 agosto, poi, sarebbero stati confermati 15 punti premiali basati sulla sola sede legale nella provincia di Pescara, una clausola priva di parametri di efficienza esecutiva che ricalca criteri territoriali già censurati dall’ANAC in altre procedure.
«Pescara non può permettersi che la fretta amministrativa regali alla città l’ennesima incompiuta bloccata nei tribunali o un canile concepito come un mero deposito di animali», afferma Presutti. Il Pd non chiede di fermare l’opera, ma di farla «subito», purché sia «una struttura modello, salubre per i cani e per gli operatori, retta da atti amministrativi inattaccabili».
Con le offerte in scadenza il 17 settembre, il consigliere dem avverte: «Da quel momento in poi ogni correzione costerà di più, in tempo e in denaro pubblico. La finestra per intervenire in autotutela è ora».