È durissima la presa di posizione dei consiglieri di minoranza al termine dell’ultima seduta del Consiglio comunale di Spoltore. In una nota, Marco Della Torre, Agnese Ranghelli, Stelvio D’Ettorre, Pierpaolo Pace e Giulia Zona definiscono la riunione «un’altra pagina buia per la democrazia cittadina» e accusano la maggioranza di aver «scelto la via del blitz» per portare avanti provvedimenti ritenuti prioritari per le casse comunali. Al centro dello scontro ci sono i terreni Peep di Santa Teresa, già rientrati nella disponibilità del Comune dopo il fallimento di una ditta. Secondo quanto riferito dall’opposizione, all’epoca ai privati sarebbero stati restituiti quasi tutti i soldi versati. La seduta di giovedì scorso, 20 agosto 2026, avrebbe dovuto affrontare anche altri temi, tra cui la situazione degli edifici scolastici cittadini. Secondo la ricostruzione dei consiglieri di minoranza, alle 9.30 la maggioranza non avrebbe avuto i numeri necessari per garantire il numero legale, arrivando a chiedere il sostegno dell’opposizione. Durante la sospensione richiesta dai gruppi di minoranza, sarebbe poi giunto in aula un consigliere inizialmente assente, consentendo alla maggioranza di procedere con la votazione. «Si rimprovera alla minoranza di chiedere orari diversi, ma sono i banchi della maggioranza a essere quasi vuoti alle 9.30, per non parlare dell’ormai cronica assenza di alcuni assessori», dichiarano i consiglieri. La minoranza contesta inoltre la scelta di non rinviare la discussione, nonostante la richiesta avanzata in aula, e parla di una gestione della seduta finalizzata a evitare un confronto più ampio sui provvedimenti all’ordine del giorno. Particolare attenzione è stata rivolta alla valutazione economica dei lotti Peep di Santa Teresa. L’opposizione segnala una presunta differenza tra la stima dell’Agenzia delle Entrate, che avrebbe svalutato i terreni, e quella dell’Ufficio tecnico comunale, che avrebbe invece confermato la cifra originaria. Dalla nota non sarebbero arrivate risposte ritenute sufficienti sull’iter contabile seguito dall’amministrazione. A rendere più complessa la discussione, secondo i consiglieri, anche l’assenza in aula del funzionario competente. Nel corso della seduta, l’assessore intervenuto sulla situazione degli edifici scolastici si sarebbe limitato, secondo l’opposizione, a rassicurare sull’avvio regolare delle lezioni. I consiglieri di minoranza riferiscono di aver chiesto chiarimenti sulla scuola dell’infanzia Montalcini, interessata da una sentenza, e sulla scuola primaria Fagnani, per la quale sarebbe stata adottata una determina da 138mila euro relativa alla sostituzione degli infissi. «Alle domande di merito è seguito il silenzio», sostengono i firmatari della nota, aggiungendo che il regolamento consiliare non avrebbe consentito ulteriori interventi da parte dell’opposizione. La riunione, sempre secondo la minoranza, sarebbe stata conclusa subito dopo la votazione, impedendo ulteriori discussioni su questioni definite «molto spinose». I consiglieri annunciano la presentazione di una mozione per chiedere chiarimenti anche su una vicenda giudiziaria nella quale, affermano, il Comune sarebbe «ancora una volta soccombente». «Si professa “Comune virtuoso”, ma si precettano consiglieri d’urgenza solo per fare cassa», attaccano Della Torre, Ranghelli, D’Ettorre, Pace e Zona. La conclusione della nota è un’accusa politica netta: «Quando si nega il confronto, non rispondendo a domande pressanti, e si usa l’aula solo per incassare, la democrazia viene calpestata».