Giovedì prossimo o lunedì 8 giugno il Comune di Montesilvano sarà chiamato ad approvare le ultime convenzioni propedeutiche a finalizzare la nuova città ovvero quelle su tributi, organizzazione del personale, rifiuti, demanio marittimo. Poi toccherà al Comune di Pescara procedere mentre il Comune di Spoltore ha già provveduto ed a quel punto mancheranno solamente sei mesi, leggi anche 180 giorni, alla conclusione della procedura che prevede il commissariamento dei tre comuni fini alle elezioni di primavera 2027. Un passaggio fondamentale che tuttavia non è stato definito, anche se potrebbe essere oggetto di negoziazione, riguarda lo statuto definitivo della “Nuova Pescara” che dovrà essere adottato dall’Assemblea Costituiva e successivamente approvato dai tre Consigli Comunali (Pescara, Montesilvano e Spoltore) entro il 31 dicembre 2026. Che significa questo? Che se non si dovesse trovare un accordo sulle ‘regole del gioco’ ed in particolare sulle funzione dei municipi e sui loro poteri, verrà adottato quello del comune col maggior numero di residenti ovvero quello di Pescara. E cosa prevede oggi lo statuto del capoluogo adriatico? Un sindaco, otto assessori e trentuno consiglieri comunali. Al contrario, se la politica dovesse mediare sull’introduzione di quattro municipalità allora ci sarebbe una notevole ‘moltiplicazione delle poltrone’ (presidenti di municipio, assessori municipali, consiglieri municipali, segretari municipali etc) rispetto a quanto ipotizzato col voto del 2014 e che certamente andrebbero ad ingolfare una macchina amministrativa già messa a dura prova dalle novità introdotte dalla fusione. L’obiettivo ‘minimo’ della politica spoltorese passa da qui ma non sono escluse ‘ulteriori azioni’ con lo scopo di prendere tempo e bloccare questo iter legislativo. Abbiamo sentito parlare di una raccolta firme da presentare in consiglio regionale con lo scopo di emendare la legge regionale n. 13 del 17 marzo 2023. Ci sarà un ulteriore slittamento al 2029 per consentire ai sindaci ed alle giunte interessate dalla fusione di andare a scadenza del mandato elettorale? A questo punto difficile dirlo, c’è grande “confusione sotto il cielo”: la nuova Pescara rappresenta un’ambizione non da poco oltre ad rottura definitiva col passato. Di sicuro i prossimi saranno mesi intrisi di propaganda perché il ‘rischio’ di tornare al voto tra meno di un anno e non essere della partita ‘terrorizza’ chi vive e si nutre di politica. E stavolta serviranno parecchie preferenze in più per sedersi nei banchi che contano.