Nella seduta del 31 luglio, la maggioranza che sostiene il sindaco Pietro Di Pietro non avrebbe avuto i numeri sufficienti per procedere all’esame di alcuni punti ritenuti cruciali per la vita dell’ente, tra cui il Piano economico finanziario, l’assestamento e la salvaguardia degli equilibri di bilancio 2026-2028 e le tariffe della TARI. A consentire lo svolgimento della seduta, secondo quanto riferito dal Gruppo consiliare di minoranza “Vivi Moscufo”, è stata la presenza in aula dei consiglieri di opposizione. «Siamo rimasti per puro spirito di servizio e rispetto verso le istituzioni e i cittadini, evitando la paralisi amministrativa del Comune», sottolineano i rappresentanti della minoranza. L’opposizione rivendica così di avere garantito, ancora una volta, il regolare funzionamento del Consiglio comunale, anteponendo l’interesse pubblico alle dinamiche politiche. «Il nostro gruppo continuerà a svolgere il proprio ruolo con serietà e spirito di servizio, mettendo sempre al primo posto gli interessi della comunità moscufese. Ma questo non può diventare il paracadute di una maggioranza che mostra tutta la propria debolezza politica», affermano i consiglieri di “Vivi Moscufo”. Nel corso della seduta, la minoranza ha espresso voto contrario sui punti all’ordine del giorno, contestando in particolare la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti. Secondo l’opposizione, dal 2024 a oggi gli aumenti della TARI avrebbero raggiunto il 15% per le famiglie, superato il 25% per le attività commerciali e toccato punte del 30% per i ristoratori. «I pesanti rincari registrati oggi rappresentano soltanto l’inizio», sostiene il gruppo consiliare, secondo cui nei prossimi tre anni le tariffe sarebbero destinate a crescere ulteriormente per effetto dei maggiori costi previsti dall’Amministrazione e del peggioramento della qualità del servizio. Nel mirino dell’opposizione anche il capitolato d’appalto entrato in vigore nel 2025, ritenuto responsabile di scelte «lesive degli interessi dei cittadini». La minoranza segnala inoltre il calo della raccolta differenziata, passata — stando ai dati citati nel comunicato — dal 90% del 2023 a una previsione dell’81% per il 2026.
A incidere sul peggioramento del servizio, secondo “Vivi Moscufo”, sarebbe anche l’assenza di controlli sul territorio, legata a una Polizia municipale «ridotta ai minimi termini dall’Amministrazione». Il Gruppo di minoranza ha votato contro anche l’assestamento e la salvaguardia degli equilibri di bilancio. «La maggioranza non ha i numeri per governare e pretende che l’opposizione sostenga i propri fallimenti. Noi tuteliamo Moscufo, la giunta Di Pietro non è in grado di farlo», concludono i consiglieri Massimo Di Domenico, Angelo Cardone, Massimo Ferrati e Daniela Nobilio.