Nasce il Comitato “Caprara D’Abruzzo DEVE rinascere”

Mettere la frazione di Caprara al centro dell’agenda politica e amministrativa, soprattutto in un momento cruciale come quello che precede la storica fusione per la nascita della Nuova Pescara. Con questo obiettivo chiaro e condiviso si è costituito ufficialmente, nella giornata di giovedì 18 giugno 2026, il Comitato Cittadino “Caprara D’Abruzzo DEVE rinascere”, presentato alla presenza di una folta e partecipata rappresentanza di residenti.

L’organismo si propone come uno strumento di cittadinanza attiva “dei cittadini e per i cittadini”, con un direttivo – attualmente composto da Maurizio Vernamonte, Paolo Di Martile, Marco Marino, Rolando Diligenti, Sandro Calisi, Manrico Tiberi, Giuseppe Partenza e Tommaso Pigliacelli – che rimarrà aperto all’ingresso di chiunque voglia offrire il proprio contributo.

Al centro della nascita del comitato c’è una forte preoccupazione legata ai tempi della grande fusione prevista tra il 2027 e il 2029. Fino ad oggi, denunciano i promotori, le frazioni spoltoresi non hanno goduto di alcuna forma di tutela in vista del nuovo assetto metropolitano. Il rischio concreto è che Caprara e le aree limitrofe vengano inghiottite da una città che tende inevitabilmente a espandersi e a concentrare attenzioni e investimenti lungo la fascia adriatica. “Caprara non può arrivare all’appuntamento della fusione come un contenitore vuoto che rischia di essere riempito poco e male” – spiegano dal neonato comitato – “da chi spesso fatica persino a individuare geograficamente questa splendida area collinare, situata a soli 10 km da Pescara e 8 km da Montesilvano. Vogliamo che i cittadini siano protagonisti del loro futuro”.

L’approccio del comitato non sarà di protesta sterile, ma di “fattiva collaborazione e dialogo” con il Comune di Spoltore, il Comune di Pescara, la Provincia e la Regione Abruzzo. Per farlo, verranno istituiti gruppi di lavoro tematici affiancati da professionisti ed esperti, capaci di sottoporre agli enti soluzioni cantierabili e concrete. Tra i punti fermi e programmatici messi sul tavolo, si legge nel documento “la riqualificazione e la valorizzazione dei beni esistenti quale Palazzo Melodia De Pasquale (privato) dove, ad esempio, potrebbe sorgere una sede distaccata del conservatorio di Pescara, la riqualificazione del sito denominato ex ECA di proprietà comunale, la definitiva valorizzazione di quello che un tempo era il fiore all’occhiello dell’intero Comune cioè Villa Acerbo che deve diventare un polo socio sanitario di livello a disposizione dell’intero territorio Spoltorese e successivamente di Nuova Pescara ed infine la costruzione di una variante di deviazione del traffico e possibile zona di urbanizzazione per tentare il ripopolamento e la conseguente nascita di servizi”.

Il comitato, pur portando Caprara nel nome, ha rimarcato la massima apertura e disponibilità verso le realtà vicine di Villa Santa Maria, Cavaticchi e di tutte le zone collinari periferiche che condividono gli stessi bisogni e gli stessi ideali.

Attorno all’iniziativa si registra già un forte entusiasmo, misto a qualche inevitabile scetticismo che i promotori contano di superare con i fatti e con la bontà delle proposte. Per mantenere vivo il contatto con la base, sono stati già programmati incontri aperti a cadenza mensile per esaminare le criticità e sviluppare i progetti da presentare agli organi preposti. Il messaggio inviato alla politica è chiaro: è il momento di investire sul futuro delle frazioni collinari, risorsa preziosa e non periferia dimenticata.

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