Nuova Pescara, Spina: «Il rinvio al 2028 è sopportabile, al 2029 sarebbe una resa»

La possibile proroga della nascita della Nuova Pescara non può essere trattata con leggerezza o con calcoli di opportunità politica. È quanto afferma l’avvocato spoltorese Luigi Spina, vicepresidente del Comitato Spoltore per la Nuova Pescara, in una lettera aperta che interviene sul dibattito in corso dopo il voto dell’Assemblea Costitutiva del 31 agosto, che ha certificato le criticità tecniche ancora irrisolte.

Spina prende atto della relazione dell’Ufficio di Fusione: frammentazione dei contratti, sistemi informatici non allineati, nodi su polizia locale e urbanistica. «In questo quadro – scrive – un rinvio tecnico al 1° gennaio 2028 potrebbe essere considerato sopportabile», ma a tre condizioni precise: che sia l’ultimo e definitivo, senza ulteriori slittamenti; che sia accompagnato da un cronoprogramma vincolante, pubblico e verificabile mese per mese; che sia gestito con una regia sovracomunale forte della Regione Abruzzo e con il potenziamento reale dell’Ufficio di Fusione.

«È invece totalmente inaccettabile qualsiasi ipotesi di rinvio al 1° gennaio 2029», sottolinea. Per Spina, rinviare al 2029 significherebbe calpestare la volontà popolare espressa nel referendum del 2014, ormai 12 anni fa; far coincidere la fusione con la scadenza naturale dei mandati di Pescara e Montesilvano, trasformando un progetto di comunità in una manovra di Palazzo; esporre il processo al rischio di commissariamento da Roma e al giudizio della Corte dei Conti; infliggere un ulteriore danno economico alle imprese e ai cittadini che da anni attendono semplificazione, servizi unificati e una grande città adriatica capace di competere in Italia e in Europa.

«Non si può chiedere ai cittadini di Spoltore, Pescara e Montesilvano di attendere 15 anni per vedere attuato ciò che hanno già deciso», aggiunge. Da qui l’appello al Presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri e al Presidente della Regione Marco Marsilio: «Non avallino la scorciatoia del 2029. Il 2028 sia l’anno della responsabilità, il 2029 sarebbe l’anno della resa».

La conclusione è netta: «La fusione si deve fare. E si deve fare bene, ma si deve fare».

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