“Spoltore Ensemble: la memoria non si baratta”. Questa la controreplica a mezzo stampa della vice presidente del Consiglio comunale Agnese Ranghelli e del consigliere comunale Pierpaolo Pace alla Sindaca Trulli e della maggioranza consiliare in merito alla questione dell’intitolazione del Festival dello Spoltore Ensemble a William Zola. ”Un ‘premio di facciata’ non sostituisce la storia. Accogliamo la proposta di un premio annuale per quello che è: un tentativo di compensazione burocratica, una strategia evasiva per aggirare una richiesta legittima e sentita da centinaia di spoltoresi. La giustizia culturale e la memoria storica non si barattano con una targa temporanea. Un premio è una scelta precaria, legata agli umori e alla durata della giunta in carica; l’intitolazione ufficiale è invece un atto permanente che inserisce il nome del fondatore nell’identità stessa di Spoltore”, scrivono i consiglieri Ranghelli e Pace nella nota che prosegue così: “La “coralità” non cancella la paternità intellettuale. Difendere il diniego definendo il festival un'”opera corale” è un argomento debole. Nessuno nega il valore del lavoro collettivo di questi decenni, ma la coralità non può essere usata come scusa per negare la paternità intellettuale dell’evento. Senza la scintilla iniziale, la visione e la fatica di William Zola, oggi non ci sarebbe semplicemente alcuna opera collettiva da gestire”. Ma non è tutto. “Un atto che nobilita la storia e i suoi protagonisti Intitolare ufficialmente la manifestazione a Zola non significa solo rendere giustizia al fondatore, ma rappresenta un atto formale che nobilita tutti gli amministratori, i collaboratori e le maestranze di allora. È il riconoscimento del valore di un’intera generazione che ha lavorato unita per la nascita di questo miracolo culturale. La storia dello Spoltore Ensemble non si impara leggendo i programmi degli ultimi anni o i faldoni dei decreti d’ufficio. C’è una differenza profonda tra chi amministra un evento per dovere istituzionale e chi quell’evento lo ha visto nascere, crescere e respirare. Noi c’eravamo ai tempi di Flavio Monti, di Leone Di Marzio, Ivo Morico, Mario Durini e di tutti coloro che hanno gettato le basi di questo festival. Di fronte al distacco di questa amministrazione, viene spontaneo chiedere: la Sindaca, negli anni in cui si costruiva l’identità artistica di Spoltore, dov’era?”, accusano Ranghelli e Pace. “La Sindaca si arrampica sugli specchi. Di fronte a una mozione chiara, a una verità storica innegabile e al sostegno di una raccolta firme popolare, la maggioranza preferisce arrampicarsi sugli specchi pur di non concedere un riconoscimento definitivo, preferendo la via del “contentino” istituzionale.
La nostra battaglia di civiltà e di memoria proseguirà con forza nelle sedi opportune. Rinnoviamo l’invito alla maggioranza a uscire dall’equivoco dei tributi di circostanza e ad assumersi la responsabilità di un voto favorevole in Consiglio Comunale, nel rispetto della volontà dei tantissimi cittadini firmatari”, concludono tra le
polemiche che accompagneranno anche questa edizione del festival più importante della città di Spoltore.