Scoppia l’ennesima polemica politica a Spoltore dopo la decisione di consentire ai membri della Giunta comunale di svolgere le proprie sedute in modalità telematica e da remoto. Una scelta che ha subito innescato la dura reazione dei gruppi consiliari di opposizione, che accusano l’esecutivo cittadino di “doppio standard” e di “mancanza di rispetto verso le istituzioni e i cittadini”.
In un comunicato i consiglieri di minoranza Marco Della Torre (FdI – Spoltore Libera), Agnese Ranghelli (FI – Prima Spoltore), Stelvio D’Ettorre (FdI), Pierpaolo Pace (Spoltore Protagonista) e Giulia Zona (In Comune) hanno criticato aspramente il via libera alle riunioni a distanza per sindaco e assessori.
Secondo i firmatari della nota, la possibilità di svolgere l’attività esecutiva attraverso uno schermo rappresenta una vera e propria «abdicazione al ruolo per il quale sono stati scelti».
«A fronte di indennità di funzione mensili e fisse, riparametrate e garantite dalla legge per assicurare una presenza costante nell’amministrazione – sottolineano –, assistiamo a una Giunta che sceglie la comodità del collegamento da remoto, senza tuttavia porsi il problema di ridursi il compenso per il minore impegno “sul campo”».
A fare infuriare l’opposizione è soprattutto il confronto con quanto accaduto in passato per le sedute del Consiglio comunale. La minoranza evidenzia come una propria proposta per introdurre la modalità da remoto in aula – pensata per agevolare i consiglieri in casi eccezionali come malattia o impegni lavorativi – fosse stata bocciata dalla maggioranza.
«Quando la minoranza ha chiesto di introdurre la flessibilità tecnologica per consentire ai consiglieri – che svolgono il proprio mandato a titolo di puro servizio, con un gettone di presenza esiguo e conciliandolo con il proprio lavoro – di partecipare alle sedute in remoto e solo in circostanze eccezionali, la maggioranza ha risposto con un no secco e reiterato», attaccano nella nota.
Per i gruppi di centrodestra si stanno strutturando «istituzioni a due velocità: una Giunta che trattiene stipendi pieni concedendosi il privilegio della videoconferenza, e un Consiglio comunale a cui si negano gli stessi strumenti di conciliazione».
La battaglia politica è destinata ora a trasferirsi nell’aula consiliare. L’opposizione ha infatti annunciato la presentazione di un’apposita mozione: «Noi crediamo nell’impegno politico vero: per questo porteremo la battaglia in aula. La dignità delle istituzioni e il rispetto per i cittadini non possono essere oggetto di scorciatoie o di doppi standard».