A cinque mesi dallo scioglimento del Comune di Spoltore ed a poco più di un anno dal voto per la nuova città di Pescara i ‘giochi’ sono ormai fatti. Il destino della città di Spoltore è nelle mani del centrodestra in asse privilegiato con il Comune di Pescara ma anche con quello di Montesilvano, dove il sindaco Ottavio De Martinis, passato nello stesso partito del governatore Marsilio, non nasconde le sue ambizioni: candidarsi alla guida della coalizione. L’unica alternativa al neo esponente di Fratelli d’Italia potrebbe essere rappresentata da Lorenzo Sospiri ma non è detto che il presidente del consiglio regionale decida di tentare la sfida elettorale contro ‘big’ Luciano D’Alfonso, perché altri nomi di peso nel centrosinistra al momento non ce ne sono. Forse quello di Nicola Mattoscio: ma quanto appeal ricopre nell’elettorato di centrosinistra il professore/presidente della Fondazione PescarAbruzzo? Insomma Spoltore, oggi e politicamente parlando, sembra più debole rispetto al passato avendo perso l’appoggio – o meglio: a noi così sembra – della ‘stampella’ Montesilvano a pochi mesi dall’arrivo. E cosa significa questo? Che la ‘battaglia’ per avere i municipi, l’unica concessione possibile al progetto di fusione di Pescara con Montesilvano e Spoltore ed espressione/presidio territoriale, non ha l’esito scontato di un tempo. Ovviamente sono possibili ulteriori ‘colpi di scena’, ma il tempo stringe inesorabile convergendo nella soluzione più fluida: cioè, quella che il presidente del consiglio comunale Lucio Matricciani ha definito, in una nota dello scorso gennaio, come “una spartizione di poltrone” dopo aver sottolineato le inesorabili criticità del processo amministrativo in corso.