Il passaggio di testimone nel calcio cittadino continua a far discutere. Dopo le dichiarazioni ufficiali diffuse dalla neonata società ASD Città di Spoltore Calcio (la neonata società di cui al momento non conosciamo i vertici dirigenziali) è arrivata la replica dell’ex presidente Sabatino Pompa, protagonista della scalata storica che ha portato la compagine spoltorese ai vertici del calcio dilettantistico abruzzese.
A riaccendere il dibattito sono state le parole con cui la nuova dirigenza ha presentato il proprio progetto di rifondazione, ponendo l’accento sulle criticità trovate al momento dell’insediamento:
«C’è chi si limita a raccontare le difficoltà. E c’è chi sceglie di affrontarle. Il calcio a Spoltore riparte da qui: da una nuova società che ha deciso di raccogliere una sfida tutt’altro che semplice, restituire futuro a una delle realtà sportive più importanti del territorio. Le criticità che oggi il club si trova ad affrontare non nascono con questo progetto: sono il risultato di situazioni maturate nel tempo e lasciate in eredità alla nuova gestione. Il nuovo corso non ha generato quei problemi. Ha scelto di affrontarli, con responsabilità e trasparenza. Ripartire non è una resa: è una scelta. Significa chiudere un ciclo, rimettere ordine e ricominciare su basi nuove e sane. Non chiediamo di essere giudicati per ciò che abbiamo ereditato. Chiediamo di essere giudicati per ciò che riusciremo a costruire. Perché il calcio, come la credibilità, si conquista sul terreno di gioco. E l’ASD Città di Spoltore Calcio non vede l’ora di scendere in campo».
Di fronte al quadro tracciato dalla nuova società, si è sentito in dovere di intervenire Sabatino Pompa. Nel corso dei suoi tredici anni di presidenza il dirigente ha guidato lo Spoltore a traguardi mai raggiunti prima nella storia del comune: il consolidamento nel campionato di Eccellenza (il massimo torneo regionale), una finale playoff, diversi titoli regionali e provinciali con il vivaio e una semifinale nazionale raggiunta con la formazione Under 17. Prima della sua gestione la storia calcistica cittadina non si era mai spinta oltre la Prima Categoria. Pompa contestualizza così le presunte difficoltà ereditate dal subentrante:
“Quello che è stata la mia società non ha lasciato una situazione disastrosa come magari si può capire dal comunicato stampa. Certo c’erano delle difficoltà ma erano ampiamente risolvibili. Il mio addio è stato dovuto al logorio di diversi anni e al fatto che da soli era impossibile proseguire. Certo dei debiti sono stati lasciati, ma non erano cifre che lasciavano presagire ad una fine anticipata della società, considerato che diverse incombenze nel frattempo sono state risolte dal sottoscritto.”
L’ex patron sottolinea inoltre le modalità e le condizioni con cui è avvenuta la cessione del club:
“Va sottolineato che ho lasciato la società a zero: non ho preteso un solo euro dal subentrante. Avevo chiesto, c’era un accordo verbale tra gentiluomini, semplicemente la continuità societaria per non disperdere la storicità del club (nome e logo). Nel giro di poco le incombenze finanziarie si sarebbero potute azzerare. Anche perché la vecchia società ha lavorato affinché il subentrante potesse continuare ad usufruire della gestione del campo, in cambio della garanzia di alcune opere all’interno della struttura stessa (anche qui si parla di cifre ragionevoli).”
A ferire maggiormente l’ex presidente è l’uscita di scena del titolo storico dai quadri del calcio dilettantistico abruzzese:
“Vedere che ora lo Spoltore Calcio è scomparso dalla scena regionale del calcio dilettantistico abruzzese mortifica il lavoro fatto in tredici anni di presidenza.”