Un’impresa leggendaria che fa risuonare con orgoglio il nome della Val Pescara e dell’intero Abruzzo sul tetto del mondo. Ai Campionati Mondiali Under 20 di atletica leggera a Eugene, in Oregon (USA), la 18enne Serena Di Fabio, originaria della vicina Cepagatti, ha conquistato una straordinaria medaglia d’oro nei 5000 metri di marcia su pista.
Tesserata per le Fiamme Azzurre e cresciuta nella cantera della Polisportiva Tethys Chieti, la giovane marciatrice abruzzese ha infranto un vero e proprio tabù storico: in 21 edizioni della rassegna iridata giovanile, l’Italia non era mai riuscita a vincere l’oro nel tacco-e-punta. Serena c’è riuscita dove persino future leggende dell’atletica come la compianta Anna Rita Sidoti o la campionessa olimpica Antonella Palmisano si erano fermate al quarto posto.
Partire da favorita numero uno al mondo comporta una pressione psicologica non indifferente. L’abruzzese, allenata con maestria dal tecnico Nicola Piro, si presentava al via dell’Hayward Field di Eugene con la miglior prestazione mondiale stagionale (20:42.74, siglato a Caorle vincendo il titolo italiano).
Senza esitazioni, la capitana della spedizione azzurra ha preso la testa della gara fin dai primi metri, imponendo un’andatura forsennata impossibile da reggere per le avversarie. Già a due chilometri dal termine, il margine sulle inseguitrici superava i 10 secondi. Tra queste, la temuta cinese Yang Yutong (che l’aveva preceduta ai Mondiali a squadre a Brasilia) si è dovuta arrendere allo strapotere dell’azzurrina, che ha tagliato il traguardo in un trionfale 20:57.57, nuovo Record dei Campionati, infliggendo ben 20 secondi di distacco alla seconda classificata, la francese Chloë Le Roch.
Emozione e grande maturità traspaiono dalle parole rilasciate da Serena Di Fabio subito dopo il traguardo:
«Ancora fatico a realizzarlo, anche se era proprio quello che volevo. Stamattina pensavo: “È possibile che diventi campionessa mondiale”, parole che nella mia testa risuonavano importanti. Adesso che ci sto iniziando a credere suonano molto bene.
Dietro questo oro ci sono il sostegno del mio allenatore, della mia squadra, della mia famiglia, ma c’è anche tanto lavoro su me stessa, personale e mentale. Ho dovuto gestire le ansie spuntate ieri: arrivavo con il miglior tempo mondiale dell’anno ed è stata una delle gare con più pressione, ma sono felicissima di come l’ho affrontata.»
Serena ha poi spiegato la tattica decisa con il coach Nicola Piro:
«Eravamo d’accordo che fossi io a condurre il ritmo per evitare una gara tattica con attacchi all’ultimo chilometro e rischi di scorrettezze tecniche. L’obiettivo era impostare subito un’andatura che le altre non potessero tenere.»
Per l’Abruzzo si tratta di una conferma della straordinaria scuola di marcia locale: Serena Di Fabio è cresciuta nel vivaio della Tethys Chieti, la stessa fucina di talenti da cui proviene Rebecca D’Alessandro (campionessa europea U18). Già medaglia d’oro europea U18 ed argento europea U20, Serena completa così la sua scalata all’élite mondiale.
La giornata storica per la marcia italiana a Eugene è stata arricchita anche dal bronzo di Nicolò Vidal nei 5000m maschili con il nuovo record italiano U20 (18:56.19), mentre l’altra azzurra Beatrice Palmonari ha concluso all’11° posto (22:29.41) dopo aver scontato 30 secondi di penalità in Pit Lane.